15 ottobre 2026 – L’abitudine al fumo delle persone di 14 anni e più non mostra miglioramenti, con un dato stabile rispetto al 2016 pari al 20%. Risulta in diminuzione tra gli uomini (da 24% nel 2016 a 23% nel 2025) e in aumento tra le donne (da 15% a 16), a fronte del 19% nel 2016, che ha determinato una riduzione del gap di genere nella direzione di comportamenti meno virtuosi rispetto al passato. E’ quanto si legge nella Relazione Annuale sui Servizi Pubblici 2026 del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). Il documento, indirizzato a Parlamento e al Governo, è stato presentato ieri a Roma.
Sempre secondo il Consiglio nel 2024, il 9% dei residenti riferisce che negli ultimi 12 mesi ha rinunciato a visite mediche o esami specialistici. Il dato risulta in aumento, non soltanto rispetto al dato del 2023 (+7%) ma anche rispetto a quello del periodo pre-pandemico (6%). La percentuale delle rinunce varia sensibilmente a seconda del numero di prestazioni già ricevute: si attesta al 14% nella popolazione che ha già effettuato nei 12 mesi precedenti l’intervista almeno una visita o un accertamento diagnostico e scende al 4% tra coloro che non hanno ricevuto in precedenza né visite né accertamenti. Le donne rinunciano a prestazioni sanitarie più frequentemente degli uomini (11% vs 8%), col divario massimo osservato tra le persone tra 25 e 34 anni (12% vs 7%). La massima frequenza di rinuncia si osserva nella classe di età 45-54 anni (13%), in percentuale analoga per motivi economici e liste di attesa. Invece, dopo i 55 anni le lunghe liste di attesa sono riferite essere il principale motivo di rinuncia a prestazioni sanitarie.