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PAZIENTE ONCOLOGICO
Tumore della vescica: sintomi, cause, diagnosi e trattamenti
Il tumore della vescica
Il tumore della vescica è una neoplasia che origina nella parete interna della vescica urinaria, l’organo deputato alla raccolta dell’urina proveniente dai reni.
Si tratta del quinto tumore più frequente in Italia, con oltre 31.000 nuovi casi stimati ogni anno, e colpisce più comunemente il sesso maschile.
La maggior parte dei tumori alla vescica è rappresentata dal carcinoma a cellule di transizione (95% dei casi).
La malattia compare più frequentemente sulle pareti laterali dell’organo e ha un aspetto papillare: la distinzione tra il tumore maligno e il papilloma (che è invece scarsamente aggressivo), si basa sul numero di strati cellulari di cui è composta la formazione.
Diagnosi tumore vescica
Per formulare la diagnosi completa sono necessarie:
- l’anamnesi (un’indagine sull’ambiente di lavoro e sulle abitudini del paziente);
- l’esame clinico;
- l’esame citologico (ricerca di cellule tumorali) nelle urine;
- altri esami più sofisticati per rilevare marcatori tumorali (come la gonadotropina corionica umana o hCG).
I sintomi del tumore alla vescica
I sintomi del tumore alla vescica possono manifestarsi precocemente, anche se in alcuni casi la patologia può rimanere silente nelle fasi iniziali.
Il sintomo più comune è la ematuria, ovvero la presenza di sangue nelle urine, spesso visibile a occhio nudo. L’urina può apparire di colore rosa, rosso e talvolta anche marrone. Altri segnali clinici includono:
- dolore o bruciore durante la minzione;
- minzione frequente.
- dolori pelvici o lombari, anche se molto meno comuni.
Va sottolineato che molti di questi disturbi possono essere presenti anche in patologie benigne, come le infezioni urinarie, ma è fondamentale sottoporli all’attenzione del medico.
Fumo e altri fattori di rischio: prevenzione primaria e secondaria
Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio per il tumore della vescica.
I composti cancerogeni inalati vengono filtrati dal sangue e escreti attraverso l’urina, entrando in contatto diretto con la mucosa vescicale. I tabagisti hanno dalle 4 a 5 volte più probabilità di ammalarsi rispetto ai non fumatori, e il rischio si mantiene elevato anche dopo anni dalla cessazione.
Altri fattori di rischio includono:
- esposizione a sostanze chimiche industriali, come le ammine aromatiche;
- rischi ambientali;
- predisposizione genetica.
Attualmente non esiste uno screening di massa per il tumore della vescica. Tuttavia, in soggetti a rischio elevato (come ex lavoratori esposti o fumatori cronici), può essere utile una sorveglianza clinica con esami periodici, come l’esame delle urine o la citologia urinaria.
Trattamenti: cistectomia radicale, radioterapia e chemioterapia
Chirurgia
Il trattamento può essere di diversi tipi:
- cistectomia radicale: è l’intervento che prevede la rimozione della vescica, dei tessuti e linfonodi adiacenti. Si esegue quando il tumore è esteso alla parete muscolare o interessa gran parte dell’organo. Nell’uomo vengono asportati gli organi adiacenti (prostata e vescicole seminali), nella donna, utero, ovaie e una parte di vagina. Nei casi in cui il cancro si estende al di fuori della vescica e non è possibile asportarlo completamente, verrà creato un percorso alternativo per espellere l’urina;
- cistectomia segmentale: consiste nell’asportazione della parte dell’organo interessato dal cancro. Si esegue su pazienti con neoplasia tumore a basso grado di malignità;
- deviazione urinaria: creazione di un canale alternativo per l’espulsione dell’urina;
- resezione transuretrale: introducendo un tubicino sottile dotato anche di apparato illuminante nella vescica attraverso l’uretra, si asporta il tumore oppure lo si brucia tramite una tecnica definita folgorazione con elettricità ad alta energia.
Se ritenuto necessario, per eliminare eventuali cellule tumorali ancora presenti, all’intervento chirurgico potranno seguire chemioterapia o radioterapia.
Radioterapia
La radioterapia può essere utilizzata in combinazione con la chemioterapia, come alternativa alla chirurgia nei pazienti non candidabili all’intervento, oppure in fase adiuvante o palliativa per il controllo dei sintomi.
Chemioterapia
La chemioterapia viene impiegata:
- in fase neoadiuvante, prima della chirurgia per ridurre la massa tumorale;
- in fase adiuvante, dopo l’intervento per prevenire recidive;
- nei casi di malattia metastatica, per controllare l’evoluzione del tumore.