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PAZIENTE ONCOLOGICO
Tumore del seno: la neoplasia più diagnosticata in Italia
Il tumore del seno
Il tumore del seno, o carcinoma della mammella, è la forma di tumore più frequentemente diagnosticata tra le donne.
I dati più recenti indicano che, nel 2024, si sono registrate più di 53.000 nuove diagnosi di tumore mammario, confermandolo come un problema di salute pubblica rilevante. Anche se più raro, può manifestarsi anche nel sesso maschile.
Dal punto di vista clinico, il tumore può presentarsi in diversi stadi:
- Stadio 1, in cui il tumore è confinato nel tessuto adiposo del seno;
- Stadio 2, in cui il tumore si è diffuso nelle immediate vicinanze;
- Stadio 3, in cui si estende ai tessuti sottostanti della parete toracica;
- Stadio 4, in cui si diffonde ad altri organi (metastatico).
I Sintomi del tumore del seno
I sintomi possono variare e non sempre sono evidenti nelle fasi iniziali. I segnali più comuni includono:
- Comparsa di un nodulo o ispessimento della mammella o nell’area ascellare;
- Alterazioni della pelle (come increspature o irritazioni);
- Alterazione, ritrazione, dolore e fragilità del capezzolo o dell’areola;
- Variazioni nella forma o nelle dimensioni della mammella.
Il riconoscimento precoce di questi segnali, insieme alla partecipazione ai programmi di screening, è fondamentale per aumentare le probabilità di successo del trattamento.
Prevenzione del tumore del seno e fattori di rischio
La prevenzione del tumore del seno si articola in due strategie principali: la prevenzione primaria, che mira a ridurre l’incidenza della malattia, e la prevenzione secondaria, che ha l’obiettivo di individuare la patologia in fase precoce.
I fattori di rischio più significativi includono:
- Età: l’incidenza aumenta con l’avanzare dell’età;
- Familiarità e predisposizione genetica: in particolare, le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 aumentano sensibilmente il rischio;
- Stile di vita: obesità, sedentarietà, consumo eccessivo di alcol, dieta ricca di grassi animali.
La prevenzione primaria
La prevenzione primaria si basa sulla modifica dello stile di vita, attraverso:
- controllo del peso corporeo;
- alimentazione equilibrata;
- attività fisica regolare;
- limitazione del consumo di alcol;
- evitare il fumo.
Ridurre l’esposizione ai fattori modificabili può contribuire a diminuire significativamente il rischio di sviluppare un tumore della mammella.
Mammografia: screening e prevenzione secondaria
La mammografia è lo strumento di riferimento per la diagnosi precoce del tumore del seno.
Grazie alla sua capacità di individuare lesioni anche molto piccole, prima ancora che si manifestino i sintomi clinici, rappresenta l’arma più efficace per ridurre la mortalità per tumore della mammella.
In Italia, lo screening mammografico è incluso nei programmi di prevenzione offerti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, con un invito ad eseguire una mammografia ogni due anni.
In alcune Regioni, l’estensione dello screening include anche donne tra i 45 e i 74 anni.
Nelle donne con mutazione dei geni BRCA1e/o BRCA2 è raccomandata l’esecuzione di una risonanza magnetica mammaria annuale alternata ad una mammografia annuale.
Chemioterapia, radioterapia e altre terapie mirate per il trattamento del tumore
Chemioterapia e radioterapia sono solo alcuni dei trattamenti usati per trattare il carcinoma della mammella. La proposta di cura può dipendere da diversi fattori: lo stadio della malattia, le caratteristiche biologiche del tumore e lo stato generale di salute della paziente.
Chirurgia
È spesso il primo passo nel trattamento.
Può essere:
- Conservativa (quadrantectomia): asportazione del tumore e di una porzione di tessuto circostante;
- Demolitiva (mastectomia): rimozione completa della ghiandola mammaria. In questo caso, si può procedere immediatamente alla ricostruzione mammaria, in modo da evitare alla paziente lo stress di un nuovo intervento e garantendo un miglior recupero.
Chemioterapia
La chemioterapia può essere:
- Neoadiuvante, somministrata prima dell’intervento chirurgico per ridurre le dimensioni del tumore e renderlo operabile;
- Adiuvante, somministrata dopo la chirurgia per eliminare eventuali cellule tumorali residue e ridurre il rischio di recidiva.
Nel caso in cui il cancro si sia diffuso in altre parti del corpo, la chemioterapia può essere utilizzata per ridurre i sintomi, migliorare la qualità di vita e prolungare il più possibile la sopravvivenza.
I farmaci sono somministrati per via endovenosa o per via orale.
Radioterapia
Spesso utilizzata dopo la chirurgia conservativa, la radioterapia ha l’obiettivo di ridurre il rischio di recidiva di tumore o, in caso di cancro metastatico, di alleviare i sintomi.
Ormonoterapia
L’ormonoterapia consiste nella somministrazione di farmaci che bloccano l’attività degli ormoni estrogeni, che si ritiene siano coinvolti nell’insorgenza di almeno un terzo dei tumori mammari.
La possibilità di essere sottoposte a questa terapia dipende dalla presenza di recettori estrogenici e progestinici sulle cellule tumorali, dalla presenza o meno di controindicazioni al trattamento e di altre patologie associate.
Terapie biologiche
Sono definite anche terapie mirate specifiche che bloccano la crescita cellulare tumorale e la diffusione del cancro.
Nel caso di carcinomi della mammella che presentano una espressione in eccesso di un recettore chiamato HER 2, è oggi disponibile un anticorpo monoclonale che, in aggiunta alla chemioterapia riduce il rischio di ricomparsa del tumore operato. Per le forme metastatiche sono disponibili due tipi di anticorpi monoclonali anti-HER2.