VACCINAZIONE
PAZIENTE ONCOLOGICO
Vaccino antinfluenzale: essenziale per i pazienti oncologici
Il vaccino antinfluenzale è una misura di prevenzione semplice ma altamente efficace.
L’influenza stagionale, spesso considerata una malattia banale, può in realtà provocare gravi complicanze in chi ha difese immunitarie compromesse.
La vaccinazione annuale rappresenta quindi una scelta di salute cruciale, non solo per prevenire l’infezione, ma anche per ridurre il rischio di ricoveri e aggravamenti delle condizioni cliniche preesistenti.
Influenza e pazienti immunocompromessi: un rischio sottovalutato
L’influenza è una malattia respiratoria virale, altamente contagiosa. E principalmente causata da due virus influenzali: di tipo A e di tipo B, di cui esistono diversi ceppi. Il virus si contrae per via aerea, attraverso il contatto con la saliva o le secrezioni respiratorie, o tramite la vicinanza con superfici o oggetti contaminati dal virus, portando poi le mani alla bocca, al naso o agli occhi.
Sebbene nella maggior parte dei casi abbia un decorso benigno, nei soggetti fragili ed immunodepressi – come gli anziani, i malati cronici e in particolare i pazienti oncologici – può causare complicanze respiratorie gravi e polmoniti.
Nonostante questo, la copertura vaccinale è ancora troppo bassa rispetto alle raccomandazioni scientifiche: la percentuale dei cittadini vaccinati è compresa tra il 55% e il 75%, con i valori più bassi proprio nei pazienti sottoposti a cure oncologiche.
Vaccino: una protezione sicura ed efficace
Il vaccino rappresenta la migliore forma di prevenzione contro l’influenza nei pazienti con sistema immunitario compromesso. Le società scientifiche raccomandano la vaccinazione annuale per tutti i pazienti oncologici, a partire da 14 giorni prima dell’inizio della chemioterapia o, in alternativa, tra un ciclo e l’altro.
Il vaccino raccomandato in questi casi è il “quadrivalente inattivato” che contiene 2 virus di tipo A e 2 virus di tipo B.
Inoltre, vaccinarsi contro l’influenza contribuisce a proteggere anche i familiari e le persone vicine al paziente, riducendo la circolazione del virus nella comunità.