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PAZIENTE ONCOLOGICO
Tumore del colon: cos’è, come prevenirlo e come curarlo
Il tumore del colon
Il tumore del colon rappresenta una delle neoplasie più diffuse nella popolazione italiana.
È la seconda forma di tumore più frequente sia negli uomini che nelle donne.
Ogni anno, in Italia, vengono diagnosticati oltre 48.000 nuovi casi di tumore del colon-retto, con una distribuzione abbastanza omogenea tra i due sessi. Presenta una prognosi sostanzialmente favorevole e in moderato aumento. Il 65% dei pazienti uomini e il 66% delle pazienti donne risultano in vita a 5 anni dalla diagnosi.
Si tratta di una neoplasia che origina dalla mucosa intestinale, prevalentemente da formazioni benigne chiamate polipi adenomatosi, che nel tempo possono trasformarsi in lesioni maligne.
La diagnosi avviene generalmente tramite colonscopia o attraverso l’esame delle feci per la ricerca del sangue occulto. L’individuazione precoce è fondamentale per migliorare la prognosi e ridurre la mortalità.
Sintomi del tumore al colon retto
I sintomi del tumore al colon retto possono variare in base alla localizzazione della lesione, alle sue dimensioni e allo stadio della malattia.
Spesso, nelle fasi iniziali, il tumore può essere asintomatico, il che rende ancora più importante lo screening periodico.
Quando presenti, i sintomi più comuni includono:
- Presenza di sangue visibile o occulto nelle feci;
- Alterazioni dell’alvo (diarrea o stitichezza prolungate);
- Sensazione di evacuazione incompleta;
- Dolori addominali ricorrenti e crampi;
- Perdita di peso non giustificata.
La comparsa di uno o più di questi sintomi, soprattutto se persistenti, deve essere un segnale da non sottovalutare.
Feci e tumore al colon: prevenzione e test del sangue occulto
Feci e tumore al colon: la presenza di sangue occulto nelle feci è uno dei principali segnali che può indicare una lesione pre-cancerosa o tumorale.
Per questo motivo, la prevenzione secondaria del tumore del colon-retto si basa sulla ricerca del sangue occulto nelle feci, un test semplice, gratuito e non invasivo.
In Italia, questo test viene offerto dal Servizio Sanitario Nazionale ogni due anni agli uomini e alle donne tra i 50 e i 69 anni.
Se il test risulta positivo, viene proposta una colonscopia di approfondimento. Questo approccio consente di individuare la malattia in fase precoce o addirittura di rimuovere polipi prima che si trasformino in tumori.
Fattori di rischio tumore al colon retto
Sul piano della prevenzione primaria, i fattori di rischio da tenere sotto controllo sono:
- Alimentazione povera di fibre e ricca di grassi animali e carni rosse;
- Sedentarietà;
- Sovrappeso e obesità;
- Consumo eccessivo di alcol;
- Fumo di sigaretta;
- Familiarità;
- Presenza di patologie intestinali come malattia di Crohn o colite ulcerosa.
Chemioterapia, chirurgia e approcci personalizzati alla cura
Chemioterapia e chirurgia sono solo tra alcuni trattamenti usati per la cura del tumore del colon-retto, che variano in base allo stadio della malattia e alle condizioni del paziente.
Chirurgia
È il trattamento di prima scelta nella maggior parte dei casi, con l’obiettivo di asportare completamente il tumore e i linfonodi vicini.
Nei casi iniziali, l’intervento può essere risolutivo.
In casi selezionati, può essere utilizzata anche per l’asportazione di metastasi.
Chemioterapia
La chemioterapia consiste nell’impiego di farmaci che hanno la funzione di bloccare la crescita e la divisione delle cellule tumorali.
In alcuni casi può essere effettuata prima dell’intervento (neoadiuvante), con lo scopo di ridurre le dimensioni della neoplasia e facilitarne la successiva rimozione chirurgica.
Anche quando il tumore è stato rimosso completamente con la chirurgia può essere indicata la chemioterapia dopo l’intervento (adiuvante), a scopo “preventivo” per ridurre così il possibile sviluppo di recidive.
La chemioterapia viene impiegata anche nei casi in cui la malattia si è estesa ad altri organi, al fine di controllare la malattia nel tempo e aumentare l’aspettativa di vita.
Radioterapia
Attraverso l’utilizzo di radiazioni ad alta energia si distruggono le cellule tumorali.
È utilizzata per i tumori del retto mentre normalmente non si applica per il trattamento di quelli del colon, se non in rari casi.
Può essere somministrata prima della chirurgia per ridurre le dimensioni del cancro, che potrà essere così asportato più facilmente, diminuendo anche il rischio di recidiva, altrimenti verrà impiegata in seguito se il chirurgo ha incontrato difficoltà a rimuovere interamente la neoplasia.
Terapie “a bersaglio molecolare”
Consistono nella somministrazione di farmaci che si legano a proteine presenti nel tessuto tumorale o nel sangue e ne inibiscono l’attività.
Vengono utilizzati quando la malattia non è più confinata solo al colon-retto ma interessa anche altri organi, e nella maggior parte dei casi vengono associati alla chemioterapia.