Herpes Zoster: prevenzione per i pazienti oncologici

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PAZIENTE ONCOLOGICO

Herpes Zoster: prevenzione per i pazienti oncologici

L’Herpes Zoster, comunemente noto come fuoco di Sant’Antonio, è una malattia virale che può causare forti dolori, eruzioni cutanee e complicanze anche gravi, soprattutto nei soggetti fragili.

In particolare, chi ha un sistema immunitario compromesso – come i pazienti oncologici – corre un rischio maggiore di sviluppare forme più aggressive e difficili da trattare.

Per queste persone, la prevenzione tramite vaccinazione anti Herpes Zoster rappresenta una strategia essenziale per ridurre il rischio di infezione e migliorare la qualità della vita.

effetti herpes zoster

Fuoco di Sant’Antonio: che cos’è e perché è pericoloso per i pazienti immunocompromessi

Il fuoco di Sant’Antonio è causato dalla riattivazione del virus della varicella. Quando il sistema immunitario si indebolisce – come accade nei pazienti sottoposti a trattamenti oncologici – il virus può riattivarsi, dando origine all’Herpes Zoster.

Tra i sintomi vi è una sensazione di dolore e/o bruciore molto intenso che può espandersi in qualsiasi parte del corpo, soprattutto su torace e addome e la cui durata può variare da due a quattro settimane.

Nei soggetti immunocompromessi, l’infezione può diffondersi in modo più esteso, durare più a lungo e diventare potenzialmente pericolosa per la vita.

processo herpes zoster

Vaccino Herpes Zoster: uno strumento essenziale per la prevenzione

Il vaccino Herpes Zoster è oggi fortemente raccomandato per tutti i soggetti con un sistema immunitario fragile, in particolare per i pazienti oncologici. Grazie ai nuovi vaccini “ricombinanti adiuvati”, sicuri ed efficaci anche per chi è in trattamento chemioterapico o immunosoppressivo, è possibile proteggere efficacemente queste categorie a rischio.

Questa vaccinazione riduce l’incidenza del fuoco di Sant’Antonio e ne attenua la gravità, prevenendo anche le complicanze dolorose e invalidanti. L’efficacia del vaccino Herpes Zoster, somministrato in due dosi a distanza di due mesi, è risultata molto elevata: pari al 97% nei cinquantenni e 91% nelle persone ultrasettantenni.

È preferibile effettuare la vaccinazione almeno due settimane prima dell’inizio della chemioterapia, ma può essere somministrata anche durante il trattamento. Inoltre, il vaccino è compatibile con altri vaccini comunemente raccomandati, purché somministrati in siti di iniezione diverse.

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